Robot da cucina: qual è il miglior wattaggio? ‘In medio stat virtus’

La potenza del motore è la ‘benzina’ in un robot da cucina. A seconda del wattaggio, infatti, si misurano le prestazioni dell’apparecchio ed anche il suo livello di qualità. Diversamente, si avrà un apparecchio ‘moscio’ che non assolve bene ai compiti assegnatigli ma che, tuttalpiù, riesce a lavorare ingredienti più soffici o semiliquidi, senza ‘macinare’ cibi più duri o impasti più densi. In questi performanti food processor la potenza va a braccetto con la funzionalità, se andiamo leggere i numeri vedremo che nei robot da cucina i motori registrano wattaggi variabili fra 300 e 1.500 watt, un divario che tradotto nella pratica sta ad indicare una differenza sostanziale nelle performance del robot. Quale scegliere? Una via di mezzo può rappresentare un buon compromesso in grado di soddisfare i bisogni di una famiglia media, diciamo che un robot da 1000 watt può essere l’apparecchio ideale per ‘confezionare’ ogni tipo di pietanza.  

Anche la capienza della caraffa incorporata è un indizio che può pesare sulla valutazione del robot da cucina. In genere, questi apparecchi sono molto voluminosi, tanto che uno dei pochi difetti che gli si può imputare è un ingombro eccessivo. Da una parte, però, se un grande robot ruba parecchio spazio in cucina, dall’altro lato offre la possibilità di lavorare grossi quantitativi di alimenti per la gioia degli ospiti convenuti a un party o a una festa di compleanno. Prendiamo, ad esempio, un bicchiere da 2 litri e mezzo, è più che sufficiente per ‘sfamare’ fino a quattro persone.

La maggior parte dei robot da cucina in commercio dispone di timer che segnano fino a un massimo di un’ora e mezzo, con svariate pause termiche. Alcuni montano anche una bilancia della portata massima di 5 chili per pesare gli alimenti e un monitor Lcd, dove si possono visionare i dati della preparazione o cottura in corso.  Dal display, infatti, si può evincere sia il tempo di cottura che il grado di temperatura del food processor, una grossa mano mentre si cucina per poter tenere sotto controllo lo ‘status quo’ nella lavorazione di ogni ingrediente o tipo di pietanza, anche la più elaborata.